La pianta sempreverde del limone offre bellissimi fiori e frutti colorati con una stupenda chioma e si valorizzano quando sono limoni in vaso di terracotta.

Gli agrumi in genere, ma sopratutto i limoni, sono squisitamente ornamentali e molto apprezzati come piante da giardino e da vaso. Piante sempreverdi, sono molto attraenti sopratutto nel momento della fioritura (avviene prevalentemente a primavera), e poi d’inverno e a primavera quando i rami sono carichi di frutti. Piante particolarmente interessanti per la bella forma della chioma (svasato o arrotondata a seconda della specie e dei sistemi di allevamento), per il bel fogliame persistente e aromatico, per la ricca fioritura e i fiori assai grandi bianchi e profumati (sanno di “zagara”).

Sono soprattutto attraenti per l’abbondante e vistosa fruttificazione; i frutti di molti agrumi (soprattutto quelli dell’arancio dolce, de quello amaro, del chinotto, del cedro e del limone), persistono a lungo sui rami, anche più di un anno se non vengono colti. I frutti si lasciano sui rami quando le piante vengono utilizzate a scopo ornamentale. E’ interessante notare che i certi agrumi, e tra questi vanno ricordate la varietà di limoni “rifiorenti”, i fiori si rinnovano in continuità dalla primavera all’autunno; di conseguenza in questi mesi sulle piante sono sempre presenti contemporaneamente fiori e frutti in diversi stadi di maturazione.

Per quanto fossero conosciuti già in precedenza, solo verso il 1500 si diffuse largamente in Italia la coltivazione dei limoni, dapprima in Toscana e poi in altre regioni. Dove il clima lo consentiva queste piante venivano messe a dimora in piena terra negli “orti” e nei “giardini”, e altrove ( cioè nelle zone a clima soggetto alle gelate invernali) non mancavano mai nelle ville patrizie, dove solitamente venivano allevati nei grossi vasi di cotto, lisci o festonati (le famose “conche toscane”).

Nelle zone a clima invernale rigida prosperavano e fruttificavano solo se c’era modo di ricoverare opportunamente le piante nella stagione fredda; cosi ogni villa era dotata di apposite “arancere”, serre ampie e luminose. Questi classici limoni toscani sono tornati di moda anche per merito di alcuni vivaisti che hanno voluto ripristinare le vecchie tradizioni. Sono stati recuperati i veri limoni toscani ( Citrus limonia var. florentinum), che più di tutti si prestano alla coltivazione in vasi e che producono frutti grossi e molto saporiti.

I migliori risultati di questa ottima varietà di limoni rifiorenti (detta anche “delle quattro stagioni”), si ottengono se si ha l’avvertenza di propagare le piante per innesto utilizzando come portainnesto il Poncirus trifoliata (sin. Citrus triptera), conosciuto anche come “arancio selvatico”, che ha effetto nanizzante e che favorisce una precoce fruttificazione.

Le pianticelle di limoni così innestate iniziano a fiorire e a fruttificare già al secondo anno dall’innesto.

Valorizzare i Limoni in Vaso

Per quanto crescano bene anche in qualsiasi contenitore, gli agrumi per essere valorizzati hanno bisogno delle classiche conche di terracotta. Certi agrumi si possono allevare ad albereto con la chioma arrotondata, ma di solito i limoni si fanno crescere a cespuglio con la chioma svasata di modo che tutti i frutti possono restare bene esposti ai raggi del sole.

Secondo la migliore tradizione toscana, per conferire alle piante una forma regolare, bene svasata, si usa predisporre una intelaiatura che può essere metallica o composta con canne di bambù intrecciate con giunchi: gradualmente si legano i rami usando i comuni vimini o della rafia. Per favorire una più abbondante fruttificazione è bene legare a questi sostegni anche i rametti secondari e molto esili, in modo che prendano un andamento orizzontale che favorisca una abbondante fioritura.

Quale Terra per i Limoni in Vaso?

Per gli agrumi sono egualmente adatti terricci di diversa struttura e composizione, purché fertili e molto permeabili in modo che l’acqua non ristagni. Comunque i migliori risultati si ottengono usando terriccio di medio impasto preparato miscelando terra sana da giardino, terra d’erica o di castagno, sabbia silicea grossolana e letame maturo, con aggiunta di lupini tostati e frantumati e di qualche manciata di cornunghia.

Questo terriccio dovrebbe essere preparato con qualche mese di anticipo in modo che possa ben maturare. Occorre ricordare che il terriccio destinato agli agrumi deve risultare sicuramente acido (con pH intorno a 6); inoltre è importante predisporre un accurato drenaggio sul fondo dei vasi e in più conviene miscelare al terriccio un po’ di argilla espansa granulare o meglio della pomice grossolana.

Ricordiamo anche che si deve evitare l’impiego di terra calcarea o alcalina perché in tal caso con tutta probabilità le piante sarebbero soggette alla “clorosi”, che si manifesta negli agrumi con una vistosa decolorazione delle foglie e un rapido deperimento generale delle piante. Di recente è stato introdotto in Italia il famoso limone di “Meyer” (Citrus x “Meyeri”).

Si tratta di un ibrido orticolo conosciuto anche come limone a buccia d’arancia, somigliante per molti aspetti al limone toscano, dal quale differisce solo per il colore decisamente aranciato dei frutti che risaltano con magnifico effetto tra il fogliame. Interessante a scopi ornamentali, i frutti sono comunque commestibili, un po’ asprigni ma gustosi e aromatici.